Pianta erbacea perenne, con fusto cilindrico, eretto, irsuto, alta 30-60 cm. Foglie imparipennate con pagina inferiore più chiara, di color cinereo e vellutata. Sulla foglia si alternano segmenti principali (2,5-5 cm) e secondari (0,5-1,5 cm). I numerosi fiori stellati, gialli, hanno cinque petali bilobati e fioriscono in giugno-luglio. Mosche ed api sono attratte dalle esili spiche che riuniscono i fiori e che hanno un profumo simile a quello delle albicocche. Il frutto è composto da due acheni, porta setole uncinate attorno alla sommità, che si attaccano al pelo di animali di passaggio o ai vestiti delle persone, assicurando così la dispersione della pianta su vasti territori.
È pianta piuttosto comune, e vive su terreni asciutti ai margini dei campi, ai bordi delle strade e lungo i margini del bosco fino a 1.000 m.
Il nome scientifico ricorda Mitridate Eupatore, il quale ne avrebbe introdotto l'uso in vari medicamenti utili a curare il morso dei serpenti, i difetti visivi, le amnesie e le malattie del fegato. Oggi viene utilizzata per ottenere un infuso stimolante. Fino al secolo scorso se ne estraeva una forte tintura gialla utilizzata per la lana.